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Bambino che si tocca l’orecchio: scopri quando può essere un segnale di otite

<Il comportamento del bambino che si tocca l’orecchio è un segnale comune che può  indicare otalgia, prurito, o semplice abitudine. Nei lattanti e bambini piccoli, che non sanno  esprimere verbalmente il dolore, toccarsi o tirare l’orecchio è spesso un segno di otite  media acuta o di otite media effusiva. Tuttavia, non è un segno patognomonico: molti  bambini si toccano l’orecchio anche per noia, stanchezza, o durante la dentizione (il dolore  gengivale può irradiarsi all’orecchio). La presenza di altri sintomi (febbre, irritabilità, pianto  notturno, riduzione dell’udito) rende più probabile un’otite. Il bambino può anche tenere la  testa inclinata da un lato o strofinare l’orecchio contro il cuscino. La diagnosi si basa  sull’otoscopia. Il trattamento del bambino che si tocca l’orecchio dipende dalla causa: se è  otite media acuta, si trattano febbre e dolore con paracetamolo/ibuprofene e si valuta  l’antibiotico. Se è otite media effusiva, si interviene con lavaggi nasali e dispositivi come  CILIACELL. Se è un’abitudine, non è necessario alcun trattamento, ma è utile distrarre il  bambino. È importante non trascurare il sintomo, soprattutto se persistente, perché una  otite media effusiva non diagnosticata può causare ipoacusia e ritardo del linguaggio. In  sintesi, il bambino che si tocca l’orecchio va sempre esaminato con otoscopio; se l’esame è  normale e non ci sono altri sintomi, si può rassicurare.> 


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