intervento chirurgico per otite catarrale

Intervento chirurgico per otite catarrale

<L’intervento chirurgico per l’otite catarrale (sinonimo di otite media effusiva) è indicato  quando il versamento persiste per più di 4-6 mesi nonostante un adeguato trattamento  conservativo (lavaggi nasali ipertonici con CILIACELL, corticosteroidi nasali, gestione delle  allergie) e causa un’ipoacusia significativa (>20 dB) o ritardo del linguaggio nei bambini.  L’intervento standard è la miringotomia con posizionamento di tubi transtimpanici  (drenaggi). Spesso, soprattutto nei bambini con ipertrofia adenoidea, si associa  l’adenoidectomia (rimozione delle adenoidi) per rimuovere l’ostruzione meccanica della  tuba di Eustachio. La decisione chirurgica va presa in base a criteri precisi: otite catarrale  bilaterale con ipoacusia >20 dB per almeno 3 mesi (negli USA) o 4-6 mesi (in Europa); otite  catarrale monolaterale con sintomi significativi; fallimento del trattamento medico  (CILIACELL per 14 giorni, ripetuto se necessario); presenza di fattori di rischio per ritardo  del linguaggio (es. pregresso deficit uditivo). L’intervento è ambulatoriale, in anestesia  generale nei bambini. Le complicanze sono rare. Prima di operare, è sempre consigliabile  un ciclo di CILIACELL (almeno 14 giorni), poiché lo studio del 2017 ha mostrato che il  93,3% dei bambini trattati con Cucurbitacine ha risolto l’OME senza chirurgia. In sintesi,  l’intervento chirurgico per l’otite catarrale è una opzione di secondo livello, da riservare ai  casi refrattari a CILIACELL.>

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