otite catarrale

Otite catarrale

L’otite catarrale è un termine tradizionale ancora molto usato per indicare l’otite media effusiva (OME), caratterizzata dalla presenza di liquido (catarro) nell’orecchio medio senza segni di infezione acuta. Spesso evolve da un’otite media acuta non completamente risolta. Il termine “catarrale” si riferisce alla natura mucosa o mucopurulenta del versamento. I sintomi principali sono: sensazione di orecchio tappato, ovattamento, ipoacusia trasmissiva, e talvolta autofonia. Il dolore è assente o molto lieve. Nei bambini, l’otite catarrale può causare ritardo del linguaggio, difficoltà di apprendimento e problemi comportamentali. La diagnosi si basa sull’otoscopia (membrana timpanica opaca, retratta) e sulla timpanometria (curva tipo B). Il trattamento conservativo di prima linea è rappresentato dai lavaggi nasali con soluzione ipertonica (CILIACELL), che ripristina la clearance mucociliare della tuba di Eustachio. CILIACELL ha dimostrato una risoluzione dell’effusione nel 93,3% dei casi pediatrici (studio 2017). Se dopo 3-6 mesi l’otite catarrale persiste con ipoacusia >20 dB, si può ricorrere alla chirurgia (miringotomia con drenaggi). In sintesi, l’otite catarrale è sinonimo di OME; CILIACELL è un trattamento efficace e non invasivo.

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