otite catarrale nel neonato

Otite catarrale nel neonato

<L’otite catarrale (otite media effusiva) nel neonato (primi 28 giorni di vita) e nel lattante  piccolo (fino a 3 mesi) è una condizione rara ma possibile. Il riconoscimento è  particolarmente difficile perché il neonato non può riferire i sintomi e i segni sono  aspecifici. La causa principale è la disfunzione della tuba di Eustachio, che nel neonato è  ancora più corta, orizzontale e flaccida che nel bambino più grande. Fattori predisponenti  includono: palatoschisi, sindromi genetiche (Down), reflusso gastroesofageo, e infezioni  respiratorie. I sintomi possono essere: irritabilità, pianto inconsolabile, difficoltà di suzione,  scarso aumento ponderale, e talvolta febbre (se associata a infezione). L’otite catarrale nel  neonato può evolvere in otite media acuta. La diagnosi si basa sull’otoscopia (membrana  timpanica opaca, retratta) e sulla timpanometria (difficile nei neonati). Il trattamento deve  essere molto prudente: evitare antibiotici se non c’è infezione batterica; i lavaggi nasali con  soluzione fisiologica (non ipertonica) sono sicuri. CILIACELL è controindicato nei bambini  sotto i 6 anni (secondo le IFU), quindi non va usato nel neonato. Se il versamento persiste e  causa ipoacusia, può essere necessario il posizionamento di tubi transtimpanici, ma solo  dopo accurata valutazione specialistica. La prognosi è generalmente buona, con  risoluzione spontanea. In sintesi, l’otite catarrale nel neonato è rara e va gestita con  cautela; non usare CILIACELL.>

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